29/6/2017 - Ultimo verbale del consiglio pastorale (link)

Dal conflitto alla comunione

Il dialogo luterano-cattolico e
la commemorazione comune della Riforma nel 2017
Cammino coi fratelli Luterani verso l’Unità

Già da alcuni anni nella nostra parrocchia in occasione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani si sono svolte celebrazioni comuni con fratelli di altre confessioni (Ortodossi, Luterani e Valdesi) cui ha partecipato un numero sempre crescente di persone.
E’ questo sicuramente un segno dei tempi che testimonia l’avvicinamento in atto fra fedeli che per secoli si sono guardati, pur professando la stessa fede in Cristo Gesù, con diffidenza, ostilità e persino odio.
Da quando circa 100 anni fa è iniziato il movimento ecumenico sono stati fatti numerosi progressi che hanno portato sempre più spesso a celebrazioni comuni della parola di Dio e ad enunciazioni comuni su vecchie controversie che ormai sembrano obsolete.
Recentemente è comparso un nuovo documento comune fra luterani e cattolici estremamente significativo per questo momento storico della chiesa di Cristo: “2017: la Riforma - Dal conflitto alla comunione”.

Nel 2017, cattolici e luterani commemoreranno i 500 anni dall’affissione a Wittenberg delle 95 tesi di Lutero, che diedero avvio al movimento della Riforma. Luterani e cattolici vogliono celebrare assieme quella ricorrenza. Sarà la prima volta da allora.
Dopo secoli di conflitti essi hanno scoperto che sono più le cose che li uniscono di quelle che li dividono. Sarà dunque una commemorazione ecumenica.
Il 2017 sollecita cattolici e luterani a confrontarsi nel dialogo sui problemi e le conseguenze storiche della Riforma e delle risposte che ad essa vennero date. Sono cambiate le prospettive storiche e le ipotesi di lavoro, si sono approfonditi gli studi e le riflessioni sulla figura e sul pensiero di Martin Lutero, sino a riconoscerne il valore spirituale e teologico anche da parte cattolica.

Cattolici e luterani si rendono conto che loro e le comunità nelle quali vivono la loro fede appartengono allo stesso corpo di Cristo. In essi sta germogliando la consapevolezza che il conflitto del XVI secolo è finito.
Le ragioni per condannare reciprocamente la fede gli uni degli altri sono tramontate. Luterani e cattolici, dunque, commemorando insieme il 2017 individuano cinque imperativi.
Luterani e cattolici sono invitati a riflettere ponendosi nella prospettiva dell’unità del corpo di Cristo e a cercare qualunque mezzo che potrà dare visibilità ed espressione a questa unità e servire la comunità del corpo di Cristo.
Mediante il battesimo essi si riconoscono reciprocamente come cristiani. Questo orientamento richiede una continua conversione del cuore.

Primo imperativo: cattolici e luterani dovrebbero sempre partire dalla prospettiva dell’unità e non dal punto di vista della divisione, al fine di rafforzare ciò che hanno in comune, anche se è più facile scorgere e sperimentare le differenze.
La confessione cattolica e la confessione luterana nel corso della storia si sono definite per reciproco contrasto e hanno risentito della parzialità e unilateralità, che sono arrivate sino a oggi, quando si trovano ad affrontare problemi come quello dell’autorità.
Dal momento che sono stati originati dal conflitto reciproco, questi problemi possono essere risolti, o almeno affrontati, soltanto attraverso degli sforzi comuni per approfondire e rafforzare la loro comunione.
Cattolici e luterani hanno bisogno dell’esperienza, dell’incoraggiamento e della critica reciproci.

Secondo imperativo: luterani e cattolici devono lasciarsi continuamente trasformare dall’incontro con l’altro e dalla reciproca testimonianza di fede.
Cattolici e luterani attraverso il dialogo hanno imparato moltissimo e sono giunti a comprendere che la comunione tra loro può avere forme e gradi differenti. Riguardo al 2017 essi dovrebbero rinnovare il loro impegno con gratitudine per quanto è già stato compiuto, con pazienza e perseveranza poiché la strada può essere più lunga di quanto non ci si aspetti, con lo slancio che non permette di sentirsi soddisfatti della situazione attuale, con amore reciproco anche nei momenti di disaccordo e di conflitto, con fede nello Spirito Santo, con la speranza che lo Spirito adempirà la preghiera di Gesù al Padre, e con la preghiera ardente che questo possa realizzarsi.

Terzo imperativo: cattolici e luterani dovrebbero di nuovo impegnarsi a ricercare l’unità visibile, a elaborare e sviluppare insieme ciò che questo comporta come passi concreti, e a tendere costantemente verso questo obiettivo.
Cattolici e luterani hanno il compito di annunciare di nuovo ai loro fratelli nella fede e al mondo la comprensione del Vangelo e la fede cristiana come pure le tradizioni ecclesiali precedenti. La sfida che sta loro di fronte è evitare che questa rilettura della tradizione faccia ricadere gli uni e gli altri nei vecchi contrasti confessionali.

Quarto imperativo: luterani e cattolici dovrebbero riscoprire congiuntamente la potenza del Vangelo di Gesù Cristo per il nostro tempo.
L’impegno ecumenico per l’unità della Chiesa è a servizio non solo della Chiesa, ma anche del mondo, perché possa credere. Il compito missionario dell’ecumenismo diventerà tanto più grande quanto più le nostre società diventeranno pluralistiche dal punto di vita religioso. E in questo caso di nuovo sono necessari un ripensamento e un cambiamento profondo.

Quinto imperativo: cattolici e luterani dovrebbero rendere insieme testimonianza della misericordia di Dio nell’annuncio del Vangelo e nel servizio al mondo.
Il cammino ecumenico permette a luterani e cattolici di apprezzare insieme le intuizioni e l’esperienza spirituale di Martin Lutero riguardo al Vangelo della giustizia di Dio, che è anche misericordia di Dio.
Gli inizi della Riforma saranno ricordati in maniera adeguata e giusta quando luterani e cattolici ascolteranno insieme il Vangelo di Gesù Cristo e si lasceranno di nuovo chiamare a fare comunità insieme al Signore. Allora saranno uniti in una missione comune che la Dichiarazione congiunta sulla dottrina del giustificazione così descrive: «Luterani e cattolici tendono insieme alla meta di confessare in ogni cosa Cristo, il solo nel quale riporre ogni fiducia, poiché egli è l’unico mediatore (1Tm 2,5s) attraverso il quale Dio nello Spirito Santo fa dono di sé ed effonde i suoi doni che tutto rinnovano.

Allegato 1 :
DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
ALLA DELEGAZIONE DELLA FEDERAZIONE LUTERANA MONDIALE
E AI RAPPRESENTANTI DELLA COMMISSIONE PER L'UNITÀ LUTERANO-CATTOLICA
Cari fratelli e sorelle luterani, e cari fratelli cattolici,
do volentieri il benvenuto a tutti voi, Delegazione della Federazione Luterana Mondiale e Rappresentanti della Commissione per l’Unità luterano-cattolica. Questo incontro fa seguito a quello, molto cordiale e gradito, che ho avuto con Lei, stimato Vescovo Younan, e con il Segretario della Federazione Luterana Mondiale, Reverendo Junge, in occasione della celebrazione di inizio del mio ministero come Vescovo di Roma.
Guardo con senso di profonda gratitudine al Signore Gesù Cristo, ai numerosi passi che le relazioni tra luterani e cattolici hanno compiuto negli ultimi decenni, e non solo attraverso il dialogo teologico, ma anche mediante la collaborazione fraterna in molteplici ambiti pastorali e, soprattutto, nell’impegno a progredire nell’ecumenismo spirituale. Quest’ultimo costituisce, in certo senso, l’anima del nostro cammino verso la piena comunione, e ci permette di pregustarne già da ora qualche frutto, anche se imperfetto: nella misura in cui ci avviciniamo con umiltà di spirito al Signore Nostro Gesù Cristo, siamo sicuri di avvicinarci anche tra di noi e nella misura in cui invocheremo dal Signore il dono dell’unità, stiamo certi che Lui ci prenderà per mano e Lui sarà la nostra guida. Bisogna lasciarsi prendere dalle mani del Signore Gesù Cristo. Quest’anno, come risultato del dialogo teologico, che compie ormai cinquant’anni, e in vista della commemorazione del quinto centenario della Riforma, è stato pubblicato il testo della Commissione per l’Unità luterano-cattolica, dal significativo titolo: “Dal conflitto alla comunione. L’interpretazione luterano-cattolica della Riforma nel 2017”. Mi sembra davvero importante per tutti lo sforzo di confrontarsi in dialogo sulla realtà storica della Riforma, sulle sue conseguenze e sulle risposte che ad essa vennero date. Cattolici e luterani possono chiedere perdono per il male arrecato gli uni agli altri e per le colpe commesse davanti a Dio, e insieme gioire per la nostalgia di unità che il Signore ha risvegliato nei nostri cuori, e che ci fa guardare avanti con uno sguardo di speranza.
Alla luce del cammino di questi decenni, e dei tanti esempi di comunione fraterna tra luterani e cattolici di cui siamo testimoni, confortati dalla fiducia nella grazia che ci viene donata nel Signore Gesù Cristo, sono certo che sapremo portare avanti il nostro cammino di dialogo e di comunione, affrontando anche le questioni fondamentali, come anche nelle divergenze che sorgono in campo antropologico ed etico. Certo, le difficoltà non mancano e non mancheranno, richiederanno ancora pazienza, dialogo, comprensione reciproca, ma non ci spaventiamo! Sappiamo bene – come più volte ci ha ricordato Benedetto XVI - che l’unità non è primariamente frutto del nostro sforzo, ma dell’azione dello Spirito Santo al quale occorre aprire i nostri cuori con fiducia perché ci conduca sulle vie della riconciliazione e della comunione.
Il Beato Giovanni Paolo II si chiedeva: “Come annunciare il Vangelo della riconciliazione, senza al contempo impegnarsi ad operare per la riconciliazione dei cristiani?” (Lett. enc. Ut unum sint, 98). La preghiera fedele e costante nelle nostre comunità possa sostenere il dialogo teologico, il rinnovamento della vita e la conversione dei cuori, affinché, con l’aiuto del Dio Uno e Trino, possiamo camminare verso il compimento del desiderio del Figlio, Gesù Cristo, che tutti siano uno. Grazie.
Allegato 2 :
Articolo di Guido Dotti Monaco di Bose, esperto di questioni ecumeniche
Come ogni anno, il 31 ottobre le Chiese luterane festeggiano l’anniversario dell’evento che simbolicamente ha dato inizio alla Riforma protestante: l’affissione delle 95 tesi di Lutero a Wittemberg, nel 1517.
Una festa per celebrare una lacerazione della Chiesa? Forse nei secoli è stato così, ma non più oggi: il cammino ecumenico percorso in questi decenni, a partire in particolare dal Concilio Vaticano II, ha ottenuto risultati inimmaginabili solo mezzo secolo prima. Così le Chiese si sono incamminate per giungere a commemorare in modo congiunto il 500° anniversario della Riforma, che cadrà nel 2017.
Ma come è stata possibile questa guarigione - o, per lo meno, questa cura efficace - delle memorie? Il 17 giugno scorso è stato reso pubblico un documento, Dal conflitto alla comunione. La commemorazione comune luterana-cattolica della Riforma nel 2017, messo a punto dalla Commissione teologica bilaterale. Un testo che ripercorre la vicenda di quell’istanza evangelica che si tramutò ben presto in divisione nella Chiesa d’Occidente. È un racconto condiviso delle vicende del passato che non si nasconde dietro luoghi comuni e non evita interrogativi cruciali, ma che affronta le questioni più scottanti di allora e di oggi con l’intento di ricostruire una storia comune, di riconoscere gli errori commessi e le intenzioni stravolte, così come le ricadute positive nella vita di fede quotidiana di tanti cristiani.
È un testo denso, frutto non solo dell’ottimo lavoro di teologi e storici della Chiesa, ma più ancora del vissuto quotidiano di tante comunità cristiane. Si coglie anche un clima più propenso a ricercare non solo «ciò che ci unisce che è più grande di ciò che ci divide» (per citare Giovanni XXIII), ma soprattutto Colui che unisce i cristiani, Cristo stesso, più grande e più forte di colui che divide, il diavolo il cui nome è «divisore», appunto. Questa riflessione teologica accompagna per mano anche chi della Riforma e della Controriforma conosce solo qualche episodio, perlopiù negativo: scomuniche, condanne reciproche, persecuzioni, cedimenti al potere temporale.
Il testo termina con un’affermazione decisiva - «il conflitto del XVI secolo è finito» - e pone cinque «imperativi» da assumere come compiti ineludibili da qui al 2017: istanze evangeliche che proiettano le Chiese verso la testimonianza resa a Cristo in mezzo agli uomini e alle donne del nostro tempo e che offrono l’unico criterio decisivo per una celebrazione autenticamente cristiana: «Gli inizi della Riforma saranno ricordati in maniera adeguata quando luterani e cattolici ascolteranno insieme il Vangelo di Gesù Cristo e si lasceranno di nuovo chiamare a fare comunità insieme al Signore». Ecco la perenne vocazione cristiana: fare comunità con il Signore Gesù. Con lui e attorno a lui le nostre infedeltà sono avvolte dal suo perdono e le nostre differenze diventano carismi complementari a beneficio della corsa della Parola nella storia.

Davvero i teologi hanno fatto la loro parte, ora tocca ai cristiani convertirsi all’unico Signore, riscoprire i sentieri che la Parola di Dio traccia nelle loro vite, rinnovare quel desiderio di essere portatori di una buona notizia che è messaggio di speranza per l’umanità intera: la vita è più forte della morte, il Signore ha vinto la morte, per tutti e per sempre.