29/6/2017 - Ultimo verbale del consiglio pastorale (link)

RIFLESSIONE SUGLI INCONTRI DEL MERCOLEDI’

Siamo un gruppo di signore, giovani nello spirito anche se non molto relativamente all’anagrafe.
Da alcuni anni ci ritroviamo con un ritmo quindicinale all’Oratorio femminile e ormai sentiamo che
si è stabilita tra noi un’atmosfera di comunicazione e di condivisione di pensieri e di motivazioni.
Il nostro incontro non ha un carattere convenzionale e “mondano”: è, sì, un momento di relax in
compagnia -cosa sempre piacevole e gradita- ma non è un momento superficiale. Ciascuna di noi
arriva ai “nostri mercoledì” con i suoi stati d’animo, con le sue tensioni, le sue difficoltà e le sue
tante stanchezze e spera in quell’occasione di riacquistare un po’ di energia, di poggiare un attimo il
suo fardello per poi magari riprenderlo un po’ più leggero. In che modo?
Cercando Dio, in semplicità di spirito.
Ciò che ci unisce è il desiderio di ricerca e di approfondimento della nostra fede. Questa è la
motivazione di base dei nostri incontri. Sì, perché noi sappiamo che la fede è un dono a chi è aperto
ad essa, ma è un dono che deve essere chiesto e cercato con una ricerca sia personale che condivisa,
ma comunque libera perché nessuno ce la può imporre.
La fede è quindi dono “cercato”: ricerca continua, che non si deve scoraggiare malgrado le nostre
difficoltà e l’alternanza tra buio e luce.
“Il tuo volto, Signore, io cerco” è il nostro pensiero fondante. E nei nostri incontri noi cerchiamo
il volto del Signore, sia che ci soffermiamo ad analizzare i versi di un poeta che trova ispirazione
nella sua fede, sia che meditiamo sulle rappresentazioni del volto del Signore nell’arte; oppure
quando riflettiamo insieme sui problemi esistenziali che sono alla base delle domande che
nascono dal profondo di ciascuno di noi e cioè, per esempio la sofferenza nel mondo o il
significato più profondo della nostra quotidianità oppure il senso della nostra preghiera; oppure
la nostra riflessione ha il coraggio di sfiorare argomenti come “il futuro in Dio” che si articola in
meditazioni sul significato della vita e della morte per arrivare infine ad un pensiero sull’eternità,
sull’Inferno e sul Paradiso.
Ecco, vi abbiamo dato una sintesi del significato dei nostri incontri, anche se molto riduttiva, ma
speriamo valida a comunicare lo spirito da cui sono animati.
In ultima analisi, tutto questo percorso ideale sta a significare la “nostalgia di Dio” che è nel
più profondo della nostra anima. Nostalgia significa, appunto, etimologicamente, “dolore della
lontananza” ed esprime efficacemente lo spirito che è alla base del nostro ritrovarci e della nostra
riflessione, perché solo la vicinanza di Dio dà un senso al nostro esistere.
E nell’alone di questo spirito di ricerca del Signore, tutto assume un significato: la condivisione
dei nostri intenti e il nostro sentirci sorelle di preghiera e di fede, stimoli per noi a ritrovare
continuamente, talvolta malgrado le difficoltà, un particolare sapore e vigore alla nostra quotidianità
e alla nostra vita, validi anche a rianimare la nostra carità e la nostra speranza.
B. P.