8/10/2017 - Ultimo verbale del consiglio pastorale (link)

... dalla Biblioteca

Giovanni D’Ercole: “NULLA ANDRA’ PERDUTO” - Il mio grido di speranza per l’Italia
edizioni: PIEMME


Mons.Giovanni D’Ercole dopo tanti anni di attività in varie parti del mondo e un lungo periodo di
servizio in Segreteria di Stato, in Vaticano, il 14 novembre 2009 è stato nominato vescovo ausiliare
dell’Aquila da papa Benedetto XVI, che ha deciso di privarsi di uno stretto collaboratore per aiutare
una comunità in difficoltà.
L’Autore nel prologo dedica il suo lavoro (questo libro) ad Alice, ragazza “stanca di vivere…”e
le propone di fare un viaggio speciale” nella sua esperienza e narra: “Questo libo raccoglie alcune
esperienze della mia vita…mi ha fatto anche condividere la tremenda esperienza del post-terremoto
all’Aquila…la terra tremando ha fatto crollare case e chiese, e, ancor più terribilmente ha fatto
traballare le coscienze e gli animi..ha minato certezze e speranze….Le persone e le comunità
chiedono di rinascere sperando in un futuro migliore.
Con il terremoto sono cadute le case e la gente ha perduto il lavoro, le famiglie si sono disgregate:
nell’anno successivo al tragico evento si sono moltiplicati i casi di divorzio e separazioni. Tante
famiglie sono “scoppiate”, (i figli hanno subito un altro terribile terremoto) “molti hanno dovuto
andare altrove lasciando le proprie case, le proprie abitudini e i propri affetti: passati da una
dimora provvisoria all’altra, con i nuclei familiari divisi, disorientati e incapaci di costruirsi una
quotidianità..adolescente rimasti soli, disorientati”. L’unico luogo nel quale incontrarsi? La hall dei
centri commerciali, ma dopo settimane, mesi, ormai anni, cercano luoghi d’aggregazione adatti alla
loro età, per evitare che la depressione; la tristezza e il disagio attecchiscano negli animi di questa
giovane generazione alla quale noi adulti dobbiamo consegnare il futuro”
Mons. Giovanni D’Ercole racconta come un giorno rimase particolarmente colpito dalla richiesta di
alcuni ragazzi di una scuola, quando al termine di un incontro gli chiesero: “Se lei vuole veramente
fare qualcosa per noi, ci procuri una possibilità alternativa al Centro commerciale. Siamo stanchi
di promesse, di sole parole” Sono nate così le “tende amiche”: tende accanto alle case costruite
per gli sfollati e lì le persone che prima non si conoscevano si sono incontrate hanno legato le loro
esistenze ricreando rapporti amicali, creando comunità…” Che gioia vederle stracolme di gente per
la celebrazione domenicale e, subito dopo consumarvi insieme il pranzo, e, a seguire assistere a uno
spettacolo preparato da gruppi di animazione. Riprende la vita a piccoli passi, si ritesse la speranza.
Molti altri episodi sono raccontati nel libro, episodi vissuti in prima persona dal nostro autore, come
ad esempio raccogliere le macerie insieme ai terremotati, esperienza che gli hanno fatto capire che è
stato un gesto compiuto con la semplicità di chi si lascia guidare dall’amore.
Allargando lo sguardo all’Italia si scorge la crisi che segna il mondo degli adolescenti, i quali, forse
ricchi di cose materiali, oggi chiedono alla generazione dei loro genitori e nonni un supplemento
di tempo da impiegare nell’ascolto e nello stare insieme. E’ sempre questione di relazioni, la vera
emergenza da più parti segnalata per questa nostra epoca. Quanta fatica a stare insieme, ascoltarsi
e parlarsi! Eppure occorre ripartire da qui: da un ascolto che si fa amore e che si esprime in piccoli
gesti quotidiani di attenzione e di accoglienza.

RB