21/06/2018 - Ultimo verbale del consiglio pastorale (link)

Ristrutturazione centrale termica

Nel mese di settembre è iniziata la ristrutturazione della centrale termica. I lavori riguardano la ristrutturazione dell’impianto di riscaldamento della chiesa (mai rivisto e messo a norma dalla costruzione della stessa), del salone dl cinema e delle aule sotto la chiesa.
Per la prossima settimana ci trasferiremo quindi, per le messe feriali, in un ambiente disponibile nel sotto- chiesa per consentire i lavori sull’altare e nelle spazi circostanti.
Verranno installati degli eiettori di aria calda nella parete dietro l’altare che dovrebbero diventare operativi ai primi di novembre.

Fraternamente di Ottobre

M. Rupnik, Annunciazione
Nella lettera Apostolica “Porta Fidei” (scritta dal Papa lo scorso mese di novembre), Benedetto XVI, comunicava a tutta la Chiesa il desiderio che si celebrasse l’Anno della Fede come momento nel quale ogni cristiano ritrovasse “una autentica e rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore  del mondo”.  
Proprio in questi primi giorni di Ottobre, giovedì 11, in tutte le Chiese si inaugurerà questo cammino di preghiera, di riflessione, di studio  e di impegno nel rinnovamento della fede Cristiana. Scrive il Papa: “Vorremmo celebrare questo Anno in maniera degna e feconda. Dovrà intensificarsi la riflessione sulla fede per aiutare tutti i credenti in Cristo a rendere più consapevole ed a rinvigorire la loro adesione al Vangelo, soprattutto in un momento di profondo cambiamento come quello che l’umanità sta vivendo…..Desideriamo che questo Anno susciti in ogni credente l’aspirazione a confessare la fede in pienezza e con rinnovata convinzione, con fiducia e speranza. Sarà un'occasione propizia anche per intensificare la celebrazione della fede nella liturgia, e in particolare nell’Eucaristia, che è “il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e insieme la fonte da cui promana tutta la sua energia”. Nel contempo, auspichiamo che la testimonianza di vita dei credenti cresca nella sua credibilità.”.
Anche noi in parrocchia ci disporremo ad intensificare il nostro cammino di fede con iniziative comunitarie e personali per approfondire il nostro desiderio di lasciarci incontrare dal Signore. Affinché questo cammino risulti vivace e fecondo vorrei che avessimo come compagna di viaggio e come icona biblica Maria, invocandola come la Madonna della Fede, immagine e modello della Chiesa che si dispone ad amare e a seguire il sui Signore. Con Lei vogliamo varcare la “Porta della Fede” ed inaugurare un gioioso e sereno cammino!
Che cosa ha generato la fede di Maria? Oltre al dono misterioso di Dio che l’ha scelta per diventare la Madre del suo Figlio, è certo che la fede di Maria deriva dalla sua conoscenza della parola di Dio, del suo essere attenta a tutti i segni che Dio rivela lungo la storia degli uomini. E’ logico pensare che Maria conoscesse la scrittura, partecipasse alla vita della Sinagoga…camminasse nella via della fede aderendo alla con fedeltà alla ‘Legge e ai Profeti’. Dal vangelo sappiamo che Maria ‘meditava nel suo cuore’ le parola del Figlio Gesù, che lo seguiva per le strade della Palestina e che dall’evento della Croce fino all’accoglienza del dono dello Spirito stava in preghiera con i discepoli! Nel vangelo di Luca al nel primo capitolo si legge: “Ecco la serva del Signore, avvenga per me secondo la Tua parola” e più avanti: “E beata colei che hai creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto”.
Maria è la Madonna della fede, perché è stata una donna di preghiera, perché nella sua vita ha dato spazio alla Parola di Dio: anzi, in lei, la Parola di Dio è stata così viva e così pregante da diventare una vita! Con Lei varchiamo la Porta della Fede!
Vi lascio con una preghiera scritta da don Giorgio Basadonna: “Aumenta la nostra fede, Signore Gesù, tu che hai arricchito la fede di Maria. Aiutaci a credere conoscendo meglio la tua parola, cambiando la nostra mentalità per assumere la tua e vivere già oggi la verità eterna del nostro destino di figli del Padre. Lo chiediamo a te che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen”.

Il vostro parroco
don Antonio

... dalla Biblioteca

Giovanni D’Ercole: “NULLA ANDRA’ PERDUTO” - Il mio grido di speranza per l’Italia
edizioni: PIEMME


Mons.Giovanni D’Ercole dopo tanti anni di attività in varie parti del mondo e un lungo periodo di
servizio in Segreteria di Stato, in Vaticano, il 14 novembre 2009 è stato nominato vescovo ausiliare
dell’Aquila da papa Benedetto XVI, che ha deciso di privarsi di uno stretto collaboratore per aiutare
una comunità in difficoltà.
L’Autore nel prologo dedica il suo lavoro (questo libro) ad Alice, ragazza “stanca di vivere…”e
le propone di fare un viaggio speciale” nella sua esperienza e narra: “Questo libo raccoglie alcune
esperienze della mia vita…mi ha fatto anche condividere la tremenda esperienza del post-terremoto
all’Aquila…la terra tremando ha fatto crollare case e chiese, e, ancor più terribilmente ha fatto
traballare le coscienze e gli animi..ha minato certezze e speranze….Le persone e le comunità
chiedono di rinascere sperando in un futuro migliore.
Con il terremoto sono cadute le case e la gente ha perduto il lavoro, le famiglie si sono disgregate:
nell’anno successivo al tragico evento si sono moltiplicati i casi di divorzio e separazioni. Tante
famiglie sono “scoppiate”, (i figli hanno subito un altro terribile terremoto) “molti hanno dovuto
andare altrove lasciando le proprie case, le proprie abitudini e i propri affetti: passati da una
dimora provvisoria all’altra, con i nuclei familiari divisi, disorientati e incapaci di costruirsi una
quotidianità..adolescente rimasti soli, disorientati”. L’unico luogo nel quale incontrarsi? La hall dei
centri commerciali, ma dopo settimane, mesi, ormai anni, cercano luoghi d’aggregazione adatti alla
loro età, per evitare che la depressione; la tristezza e il disagio attecchiscano negli animi di questa
giovane generazione alla quale noi adulti dobbiamo consegnare il futuro”
Mons. Giovanni D’Ercole racconta come un giorno rimase particolarmente colpito dalla richiesta di
alcuni ragazzi di una scuola, quando al termine di un incontro gli chiesero: “Se lei vuole veramente
fare qualcosa per noi, ci procuri una possibilità alternativa al Centro commerciale. Siamo stanchi
di promesse, di sole parole” Sono nate così le “tende amiche”: tende accanto alle case costruite
per gli sfollati e lì le persone che prima non si conoscevano si sono incontrate hanno legato le loro
esistenze ricreando rapporti amicali, creando comunità…” Che gioia vederle stracolme di gente per
la celebrazione domenicale e, subito dopo consumarvi insieme il pranzo, e, a seguire assistere a uno
spettacolo preparato da gruppi di animazione. Riprende la vita a piccoli passi, si ritesse la speranza.
Molti altri episodi sono raccontati nel libro, episodi vissuti in prima persona dal nostro autore, come
ad esempio raccogliere le macerie insieme ai terremotati, esperienza che gli hanno fatto capire che è
stato un gesto compiuto con la semplicità di chi si lascia guidare dall’amore.
Allargando lo sguardo all’Italia si scorge la crisi che segna il mondo degli adolescenti, i quali, forse
ricchi di cose materiali, oggi chiedono alla generazione dei loro genitori e nonni un supplemento
di tempo da impiegare nell’ascolto e nello stare insieme. E’ sempre questione di relazioni, la vera
emergenza da più parti segnalata per questa nostra epoca. Quanta fatica a stare insieme, ascoltarsi
e parlarsi! Eppure occorre ripartire da qui: da un ascolto che si fa amore e che si esprime in piccoli
gesti quotidiani di attenzione e di accoglienza.

RB

RIFLESSIONE SUGLI INCONTRI DEL MERCOLEDI’

Siamo un gruppo di signore, giovani nello spirito anche se non molto relativamente all’anagrafe.
Da alcuni anni ci ritroviamo con un ritmo quindicinale all’Oratorio femminile e ormai sentiamo che
si è stabilita tra noi un’atmosfera di comunicazione e di condivisione di pensieri e di motivazioni.
Il nostro incontro non ha un carattere convenzionale e “mondano”: è, sì, un momento di relax in
compagnia -cosa sempre piacevole e gradita- ma non è un momento superficiale. Ciascuna di noi
arriva ai “nostri mercoledì” con i suoi stati d’animo, con le sue tensioni, le sue difficoltà e le sue
tante stanchezze e spera in quell’occasione di riacquistare un po’ di energia, di poggiare un attimo il
suo fardello per poi magari riprenderlo un po’ più leggero. In che modo?
Cercando Dio, in semplicità di spirito.
Ciò che ci unisce è il desiderio di ricerca e di approfondimento della nostra fede. Questa è la
motivazione di base dei nostri incontri. Sì, perché noi sappiamo che la fede è un dono a chi è aperto
ad essa, ma è un dono che deve essere chiesto e cercato con una ricerca sia personale che condivisa,
ma comunque libera perché nessuno ce la può imporre.
La fede è quindi dono “cercato”: ricerca continua, che non si deve scoraggiare malgrado le nostre
difficoltà e l’alternanza tra buio e luce.
“Il tuo volto, Signore, io cerco” è il nostro pensiero fondante. E nei nostri incontri noi cerchiamo
il volto del Signore, sia che ci soffermiamo ad analizzare i versi di un poeta che trova ispirazione
nella sua fede, sia che meditiamo sulle rappresentazioni del volto del Signore nell’arte; oppure
quando riflettiamo insieme sui problemi esistenziali che sono alla base delle domande che
nascono dal profondo di ciascuno di noi e cioè, per esempio la sofferenza nel mondo o il
significato più profondo della nostra quotidianità oppure il senso della nostra preghiera; oppure
la nostra riflessione ha il coraggio di sfiorare argomenti come “il futuro in Dio” che si articola in
meditazioni sul significato della vita e della morte per arrivare infine ad un pensiero sull’eternità,
sull’Inferno e sul Paradiso.
Ecco, vi abbiamo dato una sintesi del significato dei nostri incontri, anche se molto riduttiva, ma
speriamo valida a comunicare lo spirito da cui sono animati.
In ultima analisi, tutto questo percorso ideale sta a significare la “nostalgia di Dio” che è nel
più profondo della nostra anima. Nostalgia significa, appunto, etimologicamente, “dolore della
lontananza” ed esprime efficacemente lo spirito che è alla base del nostro ritrovarci e della nostra
riflessione, perché solo la vicinanza di Dio dà un senso al nostro esistere.
E nell’alone di questo spirito di ricerca del Signore, tutto assume un significato: la condivisione
dei nostri intenti e il nostro sentirci sorelle di preghiera e di fede, stimoli per noi a ritrovare
continuamente, talvolta malgrado le difficoltà, un particolare sapore e vigore alla nostra quotidianità
e alla nostra vita, validi anche a rianimare la nostra carità e la nostra speranza.
B. P.

Il Consiglio Pastorale all’Eremo S. Salvatore in Ritiro Spirituale

L’Eremo San Salvatore con la sua posizione e il suo silenzio “che ascolta, che accoglie  che si lascia animare”,  ha ospitato il ritiro del Consiglio Pastorale in questa fine di settembre così carica di preoccupazioni.
Dopo la recita delle lodi nella chiesetta di questo ex convento di Cappuccini, don Luciano Andriolo, animatore spirituale dell’eremo, con grazia ed estrema concretezza ci offerto una bella meditazione dal titolo Il “dono” della fede.
In questo anno della fede, proclamato dal Papa, tutte le Chiese sono chiamate a varcare questa porta della fede. Il mondo ha bisogno di fiducia, di speranza, la fede è un contenuto della  fiducia, della speranza. Varcata la soglia occorre entrare in questa fede per poi uscire e portarla al mondo.
La provocazione per la meditazione personale e del gruppo che ne è seguita muoveva da questa domanda chiave: in nome di quale fede un adulto, dei genitori, una famiglia, una comunità cristiana “consegna” a dei figli, a dei ragazzi, a dei giovani il dono del Vangelo e dei Sacramenti? Con quale consapevolezza? Con quale autorevolezza? Con quale stile?
Non è una domanda da poco, non è una domanda retorica per un gruppo di fedeli che si appresta a delineare le linee pastorali dell’anno che si apre, e, come dice don Luciano, è una domanda seria e stringente perché non è così raro che la fede  si trasformi in consegna di “riti”, per assumere, alla lunga, i tratti di una “abitudine”, se non addirittura di un “dovere” o un “peso” (Mt. 23,1). Invece deve essere il “giogo soave e leggero” che consente una semina ordinata che poi porterà frutto.
In nome di quale fede?
Di una fede che deve avere le caratteristiche di essere  in una storia di salvezza,  l’atteggiamento dell’uomo di fronte a un evento che ti viene incontro, nella tua storia, una risposta ad una iniziativa, di Dio, che ti precede, che ti dice “mi interessa la tua vita, voglio camminare con te”. Se la mia fede ha una “storia” diviene una fede che io sono in grado di “raccontare”. Se uno incontra, vive una cosa “bella”, la dice, la racconta, non la nasconde. Per raccontare la storia della fede occorrerà celebrarla, viverla , testimoniarla e la Chiesa, la comunità cristiana, esiste per questo. E quindi un’altra domanda provocante tra le tante: esistono nella nostra comunità spazi, tempi, occasioni, in cui si “racconta” la fede?
Infine la fede è una storia da amare, da servire, da costruire, appassionati e avendone cura (I care come diceva don Milani). Questa è una storia di salvezza e per questo ci  appassiona, ci interpella ad una responsabilità come laici (lo spirito di Giuseppe Lazzzati, sepolto  all’eremo, era in queste parole). Quindi è una  fede che si fa carico di questa storia, la serve e la costruisce con lo stile delle Beatitudini, del Vangelo,  Vangelo che deve essere misura della nostra libertà e responsabilità.
A questo è seguito un momento di silenzio che in questo spazio del’eremo così favorevole ha dato i suoi frutti in un profondo scambio nella fede e nella programmazione pastorale.
Le proposte sono tante e interpellano tutti, siamo tutti chiamati a celebrare, vivere e testimoniare la nostra “storia” di fede perché anche i pastori, anche noi credenti abbiamo bisogno della fede dell’altro. Il “giogo soave e leggero” ha due postazioni, il solco, la strada, il cammino della fede non si percorre da soli!

Resoconto finanziario

Resoconto finanziario della Parrocchia al 30 settembre 2012

SALDO AL 30 GIUGNO                                                                                    -  4.425
ENTRATE DI LUGLIO                                                                                      +16.665
USCITE DI    MAGGIO                                                                                     - 13.066
ENTRATE  DI AGOSTO                                                                                    +  7.453
USCITE DI AGOSTO                                                                                        - 13.591           
ENTRATE DI SETTEMBRE                                                                              +24.139   
USCITE DI SETTEMBRE                                                                                  - 26.525         
SALDO FINE SETTEMBRE                                                                              -  9.350
L’andamento di cassa di questo periodo  come potete vedere non è positivo. Le uscite maggiori sono state : per la manutenzione straordinaria dell’organo (8.349) e per gli  stipendi. Una notizia bella è che siamo riusciti a mandare a Don Renato Rondolini la cifra di € 1.530 (di cui 950 euro dai bambini della prima comunione e della cresima)
Vi ringrazio sempre di cuore  per la vostra generosità anche in vista dei lavori che stiamo facendo di ristrutturazione della centrale termica.          
Don Antonio

Giornate Eucaristiche



Lunedì 8 – Domenica 14 ottobre 2012
L’inizio dell’anno pastorale coincide come sempre, nella nostra parrocchia, con la proposta delle Giornate Eucaristiche. Quest’anno ci fermeremo a pregare e a riflettere sul tema della Fede, cosi come ce lo propone l’Anno della Fede voluto dal Papa  che si inaugurerà Giovedì 11 ottobre in tutta la Chiesa. Il testo di riferimento sarà la Lettera Pastorale del nostro Arcivescovo card. Angelo Scola: “Alla scoperta del Dio vicino”.
Durante i nostri momenti di preghiera silenziosa davanti all’Eucaristia vogliamo riscoprire nel Signore Gesù la luce e la forza per diventare veri discepoli del Signore, uomini e donne di fede,  corresponsabili nella Chiesa per l’annuncio del Vangelo.
In ogni giorno della settimana sarà possibile trovare momenti per l’Adorazione Eucaristica, così da stare in silenzio davanti al Signore e trovare la grazia e la forza per fondare su di Lui il nostro cammino di fede personale e comunitaria.
Martedì sera sarà anche possibile accostarsi al sacramento della Riconciliazione.
Proponiamo anche ai diversi gruppi parrocchiali di organizzare nella giornata del sabato, un momento per ritrovarsi insieme all’Adorazione.
Anche per i ragazzi avremo momenti di adorazione e come lo scorso anno concluderemo le  Giornate Eucaristiche la Domenica mattina alla Messa delle ore 10, così da favorire la partecipazione dei ragazzi con le loro famiglie.
PROGRAMMA
Lunedì 8 ottobre – Inizio della Settimana di ADORAZIONE al MONASTERO
Ore 17: Vesperi e Adorazione Eucaristica al Monastero delle suore Carmelitane
Ore 18 : S. Messa e benedizione Eucaristica al Monastero
Martedì 9 ottobre
Ore 7,30 - 8,45: esposizione dell’Eucaristia e adorazione silenziosa
Ore 16,00: esposizione dell’Eucaristia e adorazione fino alla S. Messa delle ore 18.
Ore 18,00: S. Messa, esposizione dell’Eucaristia e adorazione fino alle ore 22.
Dopo la S. Messa, fino alle ore 22, è possibile accostarsi alla Confessione.
Mercoledì 10 ottobre
Ore 7,30 - 8,45: esposizione dell’Eucaristia e adorazione silenziosa
Ore 16,00: esposizione dell’Eucaristia e adorazione fino alla S. Messa delle ore 18
Giovedì 11 ottobre
Ore 7,30 - 8,45: esposizione dell’Eucaristia e adorazione silenziosa
Ore 16,00: esposizione dell’Eucaristia e adorazione fino alla S. Messa delle ore 18
Venerdì 12 ottobre
Ore   7,30 – 8,45: esposizione dell’Eucaristia e adorazione silenziosa
Ore 16,00: esposizione dell’Eucaristia e adorazione fino alla S. Messa delle ore 18
Sabato 13 ottobre
Ore 7,30 - 8,45: esposizione dell’Eucaristia e adorazione silenziosa
Ore 16,00: esposizione e adorazione fino alla S. Messa delle ore 18,30.
Domenica 14 ottobre
Ore 10 : S. Messa a conclusione delle giornate con benedizione Eucaristica